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€50 mld all'anno per droni, satelliti e cloud per un'Europa indipendente nell'era del disimpegno Usa

Cos’è successo
Il German Council on Foreign Relations (DGAP) ha pubblicato un position paper intitolato “Der Weg zu europäischer Verteidigungsautonomie – Ein Leitfaden zur Überwindung kritischer Abhängigkeiten” (Il percorso verso l'autonomia europea in materia di difesa: una guida per superare le dipendenze critiche). Il documento, di cui è co-autore il presidente DGAP e ex-CEO di Airbus Thomas Enders insieme a Jeannette zu Fürstenberg, Moritz Schularick, Nico Lange e René Obermann, identifica 10 lacune critiche di capacità che l’Europa deve colmare urgentemente per raggiungere una reale autonomia strategica e di difesa.
Il paper sottolinea la necessità di passare da una dipendenza strutturale dagli Stati Uniti a una capacità europea di azione indipendente, in un contesto di crescente instabilità globale, possibili riduzioni della presenza Usa in Europa e guerre ad alta intensità come quella in Ucraina. Le 10 priorità riguardano architetture per comando e controllo, produzione di massa di sistemi autonomi, capacità di fuoco a lungo raggio, difesa aerea integrata, costellazioni satellitari, accesso sovrano allo spazio, ISR persistente, cloud militare e KI, trasporto strategico e guerra elettronica.
Perché conta
Questo position paper rappresenta un contributo concreto e autorevole al dibattito sulla “sovranità strategica” europea, fornendo una roadmap operativa che va oltre le dichiarazioni di principio e indica le lacune da chiudere con urgenza per rendere l’Europa capace di difendersi anche senza pieno sostegno americano.
- Le 10 capacità identificate (dai sistemi di comando resilienti alla produzione di milioni di droni all’anno, al cloud militare sovrano) mettono in luce quanto l’Europa sia ancora dipendente da forniture Usa in ambiti critici come spazio, comando e controllo e missili a lungo raggio;
- Il documento spinge per un cambio di paradigma industriale: non più acquisti “a lotto singolo” ma produzione di massa scalabile, catene di fornitura extra-Usa e investimenti coordinati tra grandi player (Airbus, Rheinmetall, MBDA, Leonardo) e PMI innovative;
- Il documento non tratta però di nucleare, non discute le capacità militari necessarie per difendere gli interessi strategici fuori dall'Europa e implica una spesa di €500 miliardi in dieci anni, ovvero €50 mld l'anno, un aumento importante, ma non insostenibile, per l'Europa, che attualmente spende €380 miliardi l'anno.
Adesso
- I governi europei, a partire da Germania, Francia, Italia e Polonia, dovrebbero tradurre rapidamente le 10 priorità in bandi congiunti e programmi industriali pluriennali con obiettivi di produzione quantificati (es. milioni di droni/anno, costellazione satellitare operativa entro 2030);
- In estate, la Commissione presenterà la sua European Security Strategy. I Paesi che si stanno preparando a questo dibattito saranno anche più in grado di contribuire alla sua esecuzione: la Germania vuole essere chiaramente in prima fila;
- Il documento evidenzia la necessità di allineare governi, aziende e forze armate - tema sul quale l'Europa storicamente fatica;