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5 numeri su come 10 anni di Brexit hanno cambiato il Regno Unito e i rapporti con l’Ue

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5 numeri su come 10 anni di Brexit hanno cambiato il Regno Unito e i rapporti con l’Ue

Cos’è successo

A un decennio esatto dal referendum del 2016 che ha sancito il divorzio tra Londra e Bruxelles, il bilancio complessivo della Brexit mostra segni profondi su tutti i fronti nevralgici del Regno Unito: economico, politico e geopolitico. La promessa di una sovranità ritrovata, quasi assoluta, e di una crescita dirompente si è scontrata con una realtà complessa, che ha radicalmente ridisegnato l'assetto politico, geopolitico ed economico del Paese.

Dal punto di vista interno, Downing Street ha vissuto una stagione di instabilità politica senza precedenti, mentre i dati commerciali e macroeconomici reali ridimensionano quelle che all’epoca erano le aspettative dei cittadini britannici, alla vigilia dell’uscita dall’Ue. Oggi la maggioranza dell'opinione pubblica britannica esprime un forte ripensamento, al netto delle differenze demografiche in termini di età, collocazione geografica e situazione socio-economica, costringendo l'intera classe dirigente a fare i conti con un isolamento internazionale che si è rivelato meno vantaggioso del previsto.

Perché conta

I dati quantitativi tracciano un quadro inequivocabile sulle grandi trasformazioni economiche e istituzionali di questo decennio.

  • La stabilità politica interna è colata a picco con ben 6 primi ministri alternatisi alla guida del governo (David Cameron, Theresa May, Boris Johnson, Liz Truss, Rishi Sunak, Keir Starmer), un record storico che fotografa il la complessità dello scenario post-Brexit;
  • Il sentimento popolare si è letteralmente ribaltato e i sondaggi (YouGov 2025) rilevano che il 58% dei cittadini britannici voterebbe oggi a favore del rientro immediato nell'Unione europea;
  • L'interscambio commerciale bilaterale con l’Ue evidenzia un andamento fortemente asimmetrico, registrando un crollo del 14% nell'esportazione di merci verso l'Ue a fronte di un aumento del 28% nel settore dei servizi, un dato che rivela il vero impatto del trattato post-Brexit (TCA);
  • La crescita del Prodotto interno lordo (Pil) cumulato (2016-2025) si attesta a un 6% complessivo nel lungo periodo, un dato che posiziona Londra sopra la stagnazione tedesca, ma nettamente distaccata dalle performance della capofila Spagna;
  • La strategia diplomatica della Global Britain ha mostrato forti limiti geopolitici, poiché il 95% degli oltre 70 accordi commerciali firmati da Londra è praticamente una replica dei vecchi trattati europei preesistenti.

Adesso

  • Nel medio periodo i rapporti con Usa ed Europa spingeranno Londra ad abbandonare posizioni troppo ideologiche per negoziare nuovi accordi settoriali mirati, specialmente nei comparti strategici della sicurezza e della difesa globale;
  • L'orizzonte geopolitico si muove rapidamente verso la cosiddetta integrazione ibrida, un modello in cui il Regno Unito rimarrà formalmente fuori dalle istituzioni comunitarie, ma si allineerà progressivamente agli standard normativi dell'Ue;
  • A livello strategico, il Paese è rimasto decisamente ancorato al sistema euro-atlantico imperniato su Ue e Nato, tanto da giocare come protagonista su tavoli cruciali, ad esempio la Coalizione dei volenterosi a sostegno dell’Ucraina.

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