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5 motivi per cui l'adesione dei Balcani occidentali all'Ue è cruciale per entrambi

Cos’è successo
Il summit Ue-Balcani occidentali, in corso in queste ore a Tivat (Montenegro), rimette al centro dell'agenda europea il tema cruciale dell'allargamento, mai così urgente come nell'attuale e frammentato scenario geopolitico globale. I leader europei e i rappresentanti di Albania, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Serbia e Macedonia del Nord si confrontano sulla necessità di accelerare un processo formale che non rappresenta più una semplice opzione, ma un imperativo strategico bilaterale per garantire prosperità, stabilità e sicurezza a lungo termine.
L'integrazione di quest'area geografica è fondamentale sia per consolidare i confini interni della stessa Unione sia per offrire ai Paesi partner certezze concrete sul proprio futuro economico e politico in Europa.
Perché conta
La riuscita di questo percorso di adesione si basa su cinque pilastri strategici fondamentali:
- La chiusura del "buco geopolitico" rappresentato dai Balcani occidentali consentirebbe di superare un'enclave territoriale di Paesi non-Ue all'interno di un'area geografica già perfettamente integrata nel blocco;
- La piena integrazione offre straordinarie opportunità di crescita economica reciproca, potenziate dal Growth Plan approvato nel 2023 che punta ad allineare i mercati locali agli standard unici comunitari;
- L'ingresso della regione permetterebbe il rilancio del processo di allargamento, fermo ormai da troppo tempo, tracciando la strada e definendo i modelli procedurali anche per i futuri ingressi di Ucraina e Georgia;
- L'adesione è il principale strumento di contrasto alla penetrazione russa e soprattutto cinese nel continente, che vede da anni in alcuni paesi balcanici, in primis la Serbia, la propria testa di ponte;
- La cooperazione nei Balcani è la chiave per la gestione dei flussi migratori e della sicurezza collettiva, poiché stabilizzare le frontiere di questa regione significa proteggere direttamente l'intera Europa da minacce e traffici illeciti.
Adesso
Il futuro dell'allargamento europeo si gioca ora sui prossimi passaggi istituzionali e iniziative dei singoli candidati.
- I prossimi step richiedono il completamento delle riforme strutturali sullo stato di diritto da parte dei paesi richiedenti e il via libera unanime del Consiglio per l'apertura delle singole intese sui servizi, come l'allineamento al roaming gratuito;
- Nello scenario attuale si delineano due Paesi in netta pole position, con l'Albania che ha avviato l'esame approfondito di tutti i 33 capitoli negoziali e il Montenegro che ha già completato con successo la chiusura di diverse sezioni;
- L'Italia mantiene un ruolo di primo piano in questo contesto e continuerà a esercitare la massima pressione diplomatica all'interno delle istituzioni europee, avendo da sempre caldeggiato l'integrazione dell'area balcanica per ragioni storiche, commerciali e di sicurezza nazionale.