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5 grandi temi e interventi dei leader da seguire all’Assemblea generale delle Nazioni Unite di questa settimana

Cos’è successo
Apre oggi i battenti a New York l'81esima sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ma il dibattito generale comincia martedì 22 settembre e prosegue fino al 28, con quasi 130 tra capi di Stato e di governo attesi nella Grande Mela. La sessione si svolge sotto il macro-tema "Restoring trust, managing transformation: a United Nations that delivers for all" e arriva in un momento difficile per la diplomazia multilaterale, con Antonio Guterres - segretario generale - agli ultimi mesi del suo mandato e un'organizzazione che, secondo gli analisti dell'International Crisis Group, non è più "in caduta libera" come un anno fa, ma resta comunque in una condizione di "crisi permanente".
L'agenda di questa edizione è dominata dalla guerra tra Stati Uniti e Iran, ormai oltre il sesto mese, e dalle sue ricadute economiche globali, ma tocca anche il futuro della governance dell'intelligenza artificiale, la partita per la successione a Guterres e il tentativo francese di rilanciare la soluzione a due Stati in Medio Oriente.
Perché conta
- Guerra Usa-Iran e Stretto di Hormuz: lo stretto resta in gran parte chiuso al traffico commerciale, i ribelli Houthi hanno intensificato gli attacchi contro l'Arabia Saudita e le sue infrastrutture petrolifere, e il prezzo del greggio è salito sopra i 100 dollari al barile, dando a un conflitto regionale conseguenze ben oltre il Medio Oriente;
- La corsa alla successione di Guterres alla guida del Segretariato Onu: i candidati devono ottenere il via libera dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza con potere di veto, e c'è già chi ipotizza veti incrociati di Washington e Mosca su alcuni dei nomi in corsa;
- La governance dell'intelligenza artificiale: per Guterres, all'ultimo anno di mandato, è una delle ultime occasioni per spingere sulla cooperazione internazionale a beneficio del Sud globale, mentre Stati Uniti, Unione europea e grandi aziende tech seguono sempre più percorsi propri, fuori dal perimetro Onu;
- La soluzione a due Stati Israele-Palestina: la Francia, alla presidenza di turno del Consiglio di Sicurezza, punta a riportare l'attenzione sul dossier, a un anno dalla dichiarazione Onu descritta dai diplomatici come una "road map" verso la creazione di uno Stato palestinese accanto a Israele;
- La crisi di fiducia nel multilateralismo, tema ufficiale della sessione, sullo sfondo di altri dossier caldi come Sudan, Myanmar, Haiti e Cipro, oltre agli appuntamenti dedicati all'innalzamento dei mari il 24 settembre e alla preparazione alle pandemie il 25.
Adesso
Alcuni interventi saranno da tenere particolarmente d'occhio, perché le dichiarazioni che ne verranno fuori faranno da agenda setting non solo per la settimana, ma anche per i mesi a venire.
- Donald Trump parla martedì 22 settembre ci si aspetta, come d’abitudine, che le sue dichiarazioni domineranno la settimana, tra gestione del conflitto con l'Iran, dossier ucraino e rapporto conflittuale con le Nazioni Unite;
- Emmanuel Macron parla anche lui martedì 22, nella sua ultima Alta settimana da presidente prima della fine del mandato nel 2027: userà l'intervento per rilanciare, insieme alla presidenza francese del Consiglio di Sicurezza, la soluzione a due Stati;
- Masoud Pezeshkian parla mercoledì 23 settembre, nel primo grande discorso pubblico del presidente iraniano da una platea globale nel mezzo della guerra con Washington;
- Volodymyr Zelensky parla mercoledì 23 settembre, in un momento particolarmente delicato per la situazione al fronte e nel campo degli aiuti militari;
- Benjamin Netanyahu parla giovedì 24 settembre, in uno degli interventi più seguiti in assoluto per il ruolo di Israele al centro delle crisi mediorientali e per i precedenti walkout di delegazioni durante i suoi discorsi.