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5 giorni di attacchi incrociati tra Usa e Iran rendono l'escalation inevitabile

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5 giorni di attacchi incrociati tra Usa e Iran rendono l'escalation inevitabile

Cos’è successo

Siamo giunti al quinto giorno consecutivo di intensi attacchi incrociati tra Usa e Iran, uno scontro che sta progressivamente logorando le ultime speranze di dialogo e trascinando l'intera in una precaria condizione di "no pace, no guerra, come la definisce la BBC. L'intesa provvisoria siglata a giugno, minata fin dal principio da interpretazioni opposte sulla sicurezza marittima, è ormai al collasso.

Mentre Washington tenta di ripristinare il blocco navale dei porti iraniani, anche se il presidente americano Donald Trump ha ritirato la sua “proposta” di un pedaggio del 20% in cambio della protezione sui mercantili, e minaccia di colpire le infrastrutture civili di Teheran, la Repubblica Islamica risponde militarmente sul campo e promette una reazione devastante su scala regionale, chiudendo a ogni ipotesi di negoziato e spingendo il Medio Oriente verso un conflitto aperto.

Perché conta

  • Le forze Usa hanno intensificato i raid aerei per ridurre le capacità offensive iraniane e hanno colpito una petroliera diretta all'isola di Kharg, ripristinando di fatto il blocco dei porti e provocando un immediato contraccolpo sul mercato petrolifero globale;
  • Teheran ha risposto prendendo di mira le installazioni militari Usa in Giordania, Bahrein e Kuwait, con le difese aeree giordane che hanno intercettato diversi missili, mentre i portavoce diplomatici iraniani hanno escluso qualsiasi spazio per nuove trattative;
  • Lo Stretto di Hormuz si conferma il vero fulcro della crisi, con il parlamento iraniano che ha avviato una legge per rimarcare la gestione esclusiva da parte iraniana di questa rotta strategica, definendola una linea rossa nazionale assolutamente invalicabile.

Adesso

  • Le dichiarazioni di Teheran sullo Stretto stanno creando profonde spaccature con i paesi vicini, in particolare con gli Emirati Arabi Uniti che rifiutano l'imposizione di tariffe di transito e con l'Oman che si ritrova in una difficile posizione di neutralità diplomatica;
  • All'interno dell'Iran, la crisi economica devastante, segnata da un'inflazione all'80% e forti tensioni sociali, si intreccia con le divisioni interne tra i pragmatici che vorrebbero monetizzare i successi militari con la diplomazia e i falchi dei Pasdaran favorevoli allo scontro aperto;
  • A livello internazionale, la minaccia di Trump di colpire ponti e centrali elettriche iraniane rischia di innescare una rappresaglia simmetrica contro tutte le reti infrastrutturali del Golfo Persico, allontanando definitivamente il focus dal programma nucleare e costringendo i mediatori arabi a uno sforzo estremo per evitare una guerra totale.

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