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4 modi in cui Trump potrebbe aggirare il 22° emendamento e candidarsi per un terzo mandato

Cos’è successo
Donald Trump, non c’è due senza tre? Durante la cena dell'Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca, il presidente americano ha indossato un cappellino con la scritta "Trump 2028" e ha ‘scherzato' sulla volontà di candidarsi al termine del suo mandato, riaccendendo il dibattito sulle ambizioni di permanenza al potere del Presidente degli Usa. Nonostante il Ventiduesimo Emendamento della Costituzione americana stabilisca in modo esplicito che nessuna persona possa essere eletta alla presidenza per più di due volte - anche non consecutive - l'ipotesi di un prosieguo della sua permanenza alla Casa Bianca oltre il 2028 non viene del tutto esclusa dagli esperti.
Analisti legali e politologi sottolineano infatti come i leader a vocazione autoritaria tendano storicamente a eludere i vincoli costituzionali, e individuano quattro ipotetiche strade attraverso le quali il Magnate potrebbe provare a superare il limite dei due mandati.
Perché conta
I quattro modi con cui Trump potrebbe superare il divieto costituzionale sono i seguenti.
- La promozione di un movimento politico per abrogare direttamente il Ventiduesimo Emendamento, strada che richiederebbe però maggioranze qualificate in Congresso e negli Stati ad oggi difficilmente raggiungibili;
- Lo sfruttamento di un cavillo normativo che gli permetterebbe di candidarsi come vicepresidente in un ticket guidato da un alleato pronto a dimettersi subito dopo il giuramento per cedergli il potere;
- La scelta di candidarsi direttamente puntando su una Corte Suprema benevola che non blocchi la sua corsa per evitare crisi istituzionali o spaccature nel Paese;
- Il rifiuto aperto di lasciare la Casa Bianca alla scadenza del mandato nel 2029, invocando emergenze nazionali o contestando la regolarità delle votazioni.
Adesso
- Sul piano interno, il dibattito sul terzo mandato rischia di polarizzare ulteriormente la politica americana, esasperando la contrapposizione tra la base conservatrice e i democratici e spingendo varie amministrazioni statali a correre ai ripari per blindare i meccanismi elettorali;
- Sul piano delle Midterm, in programma per novembre, la retorica sulla permanenza al potere di Trump offre all'opposizione democratica una potente leva mobilitante contro i candidati repubblicani, facendo leva sulle preoccupazioni dell'elettorato moderato per la tenuta democratica;
- Sul piano internazionale, la messa in discussione dei limiti di mandato negli Usa indebolirebbe il modello democratico e la credibilità delle istituzioni americane nel mondo, ponendo Washington in una posizione analoga a quella delle autocrazie storicamente criticate per il prolungamento del potere.