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30 organizzazioni in 12 Paesi testano una rete europea low-cost per monitorare le microplastiche

Cos’è successo
Uno studio del Joint Research Centre ha valutato un modello di monitoraggio delle microplastiche che combina ricerca scientifica e citizen science. L’iniziativa ha coinvolto 30 organizzazioni in 12 paesi, tra cui istituti di ricerca come ISPRA, scuole, università e centri scientifici nazionali, utilizzando protocolli conformi agli standard internazionali ISO 5725, ISO 17043 e ISO 13528.
La rete Erasmus Maris consente di effettuare analisi affidabili utilizzando attrezzature relativamente semplici, come colorazione Nile Red e smartphone. Il JRC raccomanda l’integrazione di questa infrastruttura nei sistemi europei di monitoraggio ambientale previsti dalla Marine Strategy Framework Directive (MSFD) e dalla Water Framework Directive (WFD).
Perché conta
Lo studio dimostra che il monitoraggio ambientale può essere scalato rapidamente attraverso reti distribuite a basso costo. Questo aumenta in modo significativo la capacità di individuare e documentare fenomeni di inquinamento che oggi sfuggono ai sistemi tradizionali.
- Una rete diffusa di scuole, università e centri di ricerca riduce il costo della raccolta dati e amplia enormemente la copertura territoriale del monitoraggio ambientale;
- L’aumento dei punti di osservazione rende più probabile l’identificazione di contaminazioni localizzate, riducendo le aree “cieche” nella sorveglianza delle acque marine e fluviali;
- Per imprese e assicurazioni cresce la trasparenza del rischio ambientale: eventi di inquinamento oggi non rilevati potrebbero emergere più rapidamente e con evidenze scientifiche più solide.
Adesso
- La Commissione potrebbe integrare queste reti di citizen science nei sistemi ufficiali europei di raccolta e gestione dei dati ambientali;
- La disponibilità di informazioni più frequenti e granulari aumenterà la capacità delle autorità di individuare contaminazioni e intervenire prima che i danni diventino sistemici;
- Per i mercati assicurativi e le imprese industriali, la crescita della sorveglianza ambientale potrebbe tradursi in una maggiore esposizione a richieste di risarcimento, responsabilità ambientali e obblighi di disclosure legati all’inquinamento da microplastiche.
Fonte
https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC146755/JRC146755_01.pdf