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3 scenari per Ucraina e Iran dopo la nuova rottura fra Trump e Zelensky

Cos’è successo
Nel fine settimana i rapporti fra Donald Trump e Volodymyr Zelensky sono peggiorati in modo netto. Venerdì il presidente americano ha annunciato un accordo con la Russia per forniture di diesel: Mosca immetterà subito sul mercato Usa e globale oltre 300mila tonnellate, circa 2,25 milioni di barili, contro un export americano di circa 1,5 milioni di barili al giorno. Sabato, Zelensky ha reagito con rabbia, dicendo che l'intesa incoraggerà gli attacchi russi e costerà più vite. Lo stesso giorno Trump gli ha intimato di smettere di colpire le raffinerie russe, cosa che - a suo dire- fa salire i prezzi del diesel, e ha invitato gli ucraini a sostituire il loro leader con nuove elezioni, sostenendo che Zelensky avrebbe sprecato più occasioni di accordo con Mosca. Secondo una fonte citata da Reuters, gli Usa hanno minacciato di interrompere la condivisione di intelligence e gli acquisti di armi nel sistema Purl. Domenica Trump ha annunciato una "tregua energetica" tra Russia e Ucraina in vigore "immediatamente", ma Zelensky ha detto di attenderne i dettagli, da Mosca non è arrivato alcun commento e i russi hanno colpito una centrale di cogenerazione a Kharkiv. Un annuncio analogo di metà settembre non fu mai confermato da nessuna delle parti.
Zelensky ha risposto sulla richiesta di elezioni con un'offerta condizionata: se Vladimir Putin accetterà 60 giorni di cessate il fuoco totale, l'Ucraina organizzerà il voto. In pratica sposta la palla a Mosca. La legge ucraina vieta le elezioni durante la legge marziale, per ragioni di sicurezza, quindi senza uno stop prolungato alle ostilità il voto non può svolgersi, e Kiev lo dice a Washington: se la Russia rifiuta, sarà Putin a impedirlo. Il nodo si lega all'Iran: per il politologo Vali Nasr, sentito da Repubblica, l'accordo con Putin chiarisce che per Trump in questo momento la guerra con l'Iran conta molto più di quella in Ucraina, con una forte pressione sui prezzi del diesel in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Per Nasr il presidente è disposto a "comprare" Putin con l'intesa sul diesel pur di mantenere la propria posizione verso Teheran, e le due partite sono quindi collegate.
Perché conta
- L'offerta di Zelensky è un'apertura condizionata, non un impegno a votare: lega le elezioni a un cessate il fuoco di 60 giorni che solo Mosca può concedere, e risponde alla richiesta di Trump senza violare la legge marziale;
- Il diesel è il filo che collega Ucraina e Iran. Dopo l'inizio della guerra in Iran a febbraio i prezzi sono saliti e sono diventati un problema politico per i repubblicani. Il senatore repubblicano Thom Tillis ha detto che l'intesa con la Russia potrebbe essere illegale e mettere a rischio vite americane;
- Per Nasr, Trump mette gli interessi americani davanti a quelli europei, e gli europei devono scegliere quale sia la minaccia maggiore, Iran o Russia. Zelensky ha sentito il segretario generale della Nato Mark Rutte, il premier canadese Mark Carney e il presidente finlandese Alexander Stubb sull'annuncio di Trump.
Adesso
- Primo scenario: la tregua energetica tiene. Mosca la conferma, ferma gli attacchi alle centrali e Kiev sospende quelli alle raffinerie. I prezzi del diesel si calmano e si apre il confronto sui 60 giorni di cessate il fuoco totale che Zelensky chiede in cambio delle elezioni;
- Secondo scenario: tregua di facciata. La Russia continua a colpire le infrastrutture energetiche e Washington aumenta la pressione su Kiev, con l'intelligence e le armi come leva. L'Europa deve decidere quanto compensare un eventuale disimpegno Usa;
- Terzo scenario: crisi. Dopo le elezioni di metà mandato Trump insiste sulla sostituzione di Zelensky o riduce l'impegno in Ucraina per concentrarsi sull'Iran. Gli europei sono costretti a scegliere se sostenere la linea americana con Teheran o limitare gli effetti dell'intesa con Putin.