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3 scenari dopo la vittoria del partito tedesco AfD in Sassonia-Anhalt con il 44,8% dei voti

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3 scenari dopo la vittoria del partito tedesco AfD in Sassonia-Anhalt con il 44,8% dei voti

Cos’è successo

Domenica 6 settembre il partito di estrema destra tedesco Alternative für Deutschland (AfD) ha vinto le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt con il 44,8% dei voti, il miglior risultato mai ottenuto dal partito di estrema destra dalla sua fondazione nel 2013. La Cdu del cancelliere Friedrich Merz è crollata al 17,2%, quasi la metà del 37,1% ottenuto alle precedenti elezioni regionali del 2021. Con 39 seggi su 83, l'AfD si è fermata a tre seggi dalla maggioranza assoluta di 42.

Per governare, il partito dovrà quindi trovare alleati, cosa tutt'altro che scontata: da anni tutti i partiti tradizionali tedeschi, dalla Cdu ai Socialdemocratici, dai Verdi alla sinistra della Linke, rifiutano ufficialmente ogni collaborazione con l'estrema destra, in base a un patto informale noto in Germania come Brandmauer, il "muro tagliafuoco" (spesso chiamato “Cordone sanitario” dai media italiani).L’unico partito che non ha escluso a priori un'intesa è l'Alleanza Sahra Wagenknecht (Bsw), formazione populista e “rossobruna” nata nel 2024 da una scissione della Linke, con posizioni di sinistra in economia ma vicine a quelle dell'AfD su immigrazione e rapporti con la Russia: i suoi cinque seggi sarebbero sufficienti a garantire ad AfD la maggioranza necessaria per governare, se le due parti trovassero un accordo sul nome del governatore, nodo su cui per ora le posizioni restano distanti.

Perché conta

  • Se la Sassonia-Anhalt è uno dei land più piccoli di Germania, appena due milioni di abitanti, il risultato ha una portata che va ben oltre i suoi confini;
  • L’AfD non è più soltanto un fenomeno regionale legato al disagio economico e sociale dell'ex Germania Est, ma viaggia oggi intorno al 20% nei sondaggi nazionali e ha un folto gruppo parlamentare al Bundestag. Il 20 settembre si vota anche nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, altro land dell'Est, dove i sondaggi danno l'AfD in testa: un secondo successo consecutivo aprirebbe la strada a un effetto domino sulla leadership di Merz, già messa in discussione all'interno della Cdu prima del voto di domenica, e sul più ampio sistema di alleanze anti-AfD che finora ha retto in tutta la Germania;
  • La crescita dell'estrema destra si intreccia inoltre con la crisi del modello economico tedesco, simboleggiata dai licenziamenti di massa alla Volkswagen, e con una narrativa che individua nell'immigrazione la causa principale dei problemi del paese: l'AfD propone apertamente la "remigrazione", ovvero l'espulsione dalla Germania degli immigrati, compresi quelli di seconda generazione.

Adesso

  • Il nodo più immediato è se l'AfD riuscirà davvero a governare la Sassonia-Anhalt: un accordo con il Bsw di Sahra Wagenknecht le darebbe la maggioranza, ma richiederebbe a Wagenknecht di superare la propria richiesta di un governatore tecnico e cedere la carica al leader locale di AfD, Ulrich Siegmund, un compromesso politicamente rischioso per un partito che si è finora smarcato dall'estrema destra pur condividendone posizioni su immigrazione e Russia. Se l'intesa non si trovasse, la Sassonia-Anhalt rischia uno stallo prolungato, con il governatore uscente della Cdu, Sven Schulze, che resterebbe in carica in assenza di scadenze legali per la formazione di un nuovo governo. Il vero banco di prova resta comunque il voto del 20 settembre in Meclemburgo-Pomerania Anteriore: una seconda vittoria consecutiva metterebbe sotto pressione crescente sia la tenuta del Brandmauer a livello nazionale, sia la leadership di Merz;
  • La vittoria in Sassonia-Anhalt rafforza la narrativa di un'onda di estrema destra che attraversa il continente, da Francia a Italia, e complica la posizione della Germania come architrave dell'Unione proprio nella fase in cui Bruxelles cerca di ricompattare il fronte europeo su dossier come il sostegno all'Ucraina e il riarmo comune. Un'AfD sempre più forte anche a livello federale, e non più solo regionale, alimenterebbe le spinte euroscettiche già presenti nel Parlamento europeo e renderebbe più difficile per Berlino esercitare la leadership che il resto dell'Unione le chiede da tempo, in un momento in cui la crisi del modello industriale tedesco riduce già di per sé il margine di manovra economico del paese;
  • Pesa soprattutto il posizionamento dell'AfD su Russia e Ucraina: il partito coltiva da anni una linea filorussa, alimentata anche dalla nostalgia per l'ex Germania Est, e si oppone al sostegno militare a Kiev, una posizione condivisa anche dal Bsw di Wagenknecht e che, in caso di crescita ulteriore dell'AfD a livello federale, potrebbe complicare la coerenza della linea tedesca all'interno della Nato. Sul fronte americano, il partito ha già ricevuto aperture da ambienti vicini a Donald Trump, inclusi endorsement passati di figure come Elon Musk, e una sua ascesa verrebbe letta a Washington come un'ulteriore prova della crisi dei partiti tradizionali europei; sull'immigrazione, la linea della "remigrazione" proposta dall'AfD, se dovesse tradursi in politiche concrete a livello locale o nazionale, aprirebbe un fronte di tensione diretto con le istituzioni europee sui diritti fondamentali e la libera circolazione.

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