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3 modi in cui il 7 ottobre influenzerà le prossime elezioni in Israele

Cos’è successo
Israele ha abbassato le bandiere lunedì per l'inizio di un periodo di commemorazioni che culmina oggi, mercoledì 7 ottobre, terzo anniversario dell'attacco di Hamas. Questo anniversario, però, non è come i precedenti. Il 27 ottobre, infatti, gli israeliani andranno alle urne, ed è facile prevedere che il voto riguarderà in larga parte il 7 ottobre e le sue conseguenze: chi ha responsabilità della catastrofe, chi ha servito efficacemente il Paese da allora e chi può proteggerlo meglio in futuro, anche alla luce di un contesto regionale profondamente cambiato
L’attacco di Hamas, infatti, non è stato solo il più grave subito da Israele nel suo territorio - aggravato dalla strage di circa 1200 persone e dalla presa di 251 ostaggi - ma è stato anche la prima tessera di un domino che ha portato cambiamenti senza precedenti nella regione e oltre. A livello interno israeliano, però, il 7 ottobre peserà sulla campagna in tre modi, che riguardano i temi, le persone e il ricambio: i temi del dibattito, le biografie di chi si candida e un rinnovamento della classe politica che potrebbe essere tra i più ampi della storia parlamentare israeliana.
Perché conta
- Nella prossima Knesset si discuterà di commissione d'inchiesta, con Netanyahu che finora ha rifiutato l’ipotesi di costituirne una istituzionale e indipendente, servizio militare obbligatorio, con la leva per gli ultraortodossi che resta un tema delicatissimo, sostegno agli ostaggi e alle loro famiglie, riabilitazione delle comunità di confine e politica di sicurezza futura. A farlo non saranno soltanto politici che leggono rapporti o citano statistiche;
- Secondo un’analisi del Jerusalem post, tra i candidati in posizioni realistiche, o appena fuori, ci sono più di 20 persone con un legame personale con il 7 ottobre e la guerra: genitori e fratelli di caduti, parenti di ostaggi, soccorritori, soldati feriti e riservisti che hanno passato centinaia di giorni in divisa. Il Likud ha al nono posto Talik Gvili, madre dell'agente Ran Gvili, ucciso il 7 ottobre e ultimo corpo recuperato da Gaza. Yashar!, la lista di Gadi Eisenkot, ha due genitori in lutto in posizioni alte: lo stesso Eisenkot, che ha perso un figlio e due nipoti nella guerra, e Shira Shapira, madre di Aner, che a Re'im ha rilanciato più volte le granate di Hamas fuori dal rifugio finché una non gli è esplosa tra le mani. La lista B'Yachad di Naftali Bennett e Yair Lapid ha al settimo posto Michal Hirsch Negri, il cui figlio è morto a Be'eri, e al sesto l'ex generale Noam Tibon, che quella mattina evacuò dei feriti prima di salvare il figlio e la famiglia a Nahal Oz. Il leader dei Democratici Yair Golan, riservista, soccorse i sopravvissuti del festival Supernova. Il Partito sionista religioso schiera Zvika Mor, il cui figlio Eitan era ostaggio a Gaza;
- Circa il 47% dei candidati in posizioni realistiche, o una o due posizioni dopo, non è mai stato in Parlamento. Diciassette dei primi 23 nella lista di Eisenkot sarebbero nuovi deputati, sei dei primi dieci. Metà dei primi dieci di Bennett non è mai stata alla Knesset, né otto dei primi quindici. Il ricambio arriva anche tra i Haredim (i cosiddetti “ultraortodossi”), con quattro nomi nuovi nei primi nove di Giudaismo unito della Torah, e tra gli arabi, con tre su sette nella Lista unita. Il Jerusalem Post lo legge come desiderio di leader nuovi, non toccati dal 7 ottobre né responsabili delle decisioni politiche, militari e di intelligence che lo resero possibile.
Adesso
- Questi candidati, che si potrebbero definire della “generazione 7 ottobre”, sono distribuiti su tutto lo spettro politico e hanno idee molto diverse su cosa sia andato storto e cosa fare ora, e che il sacrificio personale non conferisce automaticamente saggezza politica;
- La nuova situazione, osserva sempre il Jerusalem Post, porta a una prospettiva diversa e un diverso senso di urgenza, dando probabilmente nuova spinta alle richieste perché si faccia luce sull’accaduto;
- Dopo il voto, la composizione della Knesset contribuirà a determinare come Israele affronterà ciò che portò al 7 ottobre, ciò che accadde quel giorno e tutto ciò che è seguito.