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3 conseguenze per l'Italia con l'attuazione della Direttiva Ue sulle emissioni industriali

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3 conseguenze per l'Italia con l'attuazione della Direttiva Ue sulle emissioni industriali

Cos’è successo

Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo di attuazione in Italia della Direttiva (UE) 2024/1785, che modifica la Direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali e la Direttiva 1999/31/CE sulle discariche di rifiuti.

Perché conta

  • Con l'aggiornamento della disciplina di Autorizzazione integrata ambientale (AIA), questa non sarà più concentrata soltanto sui limiti alle emissioni, ma dovrà considerare anche le prestazioni ambientali complessive degli impianti, come i consumi di acqua e di energia, l'uso delle risorse e la produzione di rifiuti;
  • Per alcune attività - come le raffinerie di petrolio, i siti metallurgici o le cartiere -, i gestori dovranno predisporre entro il 30 giugno 2030 un piano di trasformazione che descriva come l'impianto dovrebbe evolvere nel periodo 2030-2050 per contribuire a un'economia pulita, circolare nell'uso delle risorse e climaticamente neutra;
  • La nuova disciplina amplia gli obblighi in caso di incidenti e introduce anche una specifica attenzione al danno alla salute umana.

Adesso

  • Le aziende dovranno adeguare sistemi e procedure ambientali. Per gli impianti interessati dall'AIA aumenteranno infatti gli elementi da monitorare e documentare: non solo emissioni, ma anche consumi, risorse, rifiuti, sostanze pericolose e obiettivi di prestazione ambientale;
  • Gli investimenti industriali dovranno tenere conto della traiettoria 2030-2050, dato che le nuove regole prevedono anche la possibilità di accompagnare una trasformazione industriale profonda, compresa la sostituzione di un impianto esistente;
  • L'Italia dovrà adeguare le procedure AIA e la disciplina delle discariche alle nuove regole europee, mentre le autorità dovranno sviluppare sistemi digitali per le autorizzazioni: l'obiettivo indicato dal decreto è arrivare entro il 31 dicembre 2035 al pieno sviluppo delle procedure elettroniche di autorizzazione.

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