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298mila casi di pertosse e 127mila di morbillo: crisi vaccinale in Europa

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298mila casi di pertosse e 127mila di morbillo: crisi vaccinale in Europa

Cosa è successo

Commissione Ue, Oms Europa e Unice lanciano un appello congiunto: i vaccini hanno salvato 154 milioni di vite dal 1974, ma in Europa tornano focolai alimentati da coperture insufficienti—con numeri record nel 2024 per pertosse (298.000+) e morbillo (127.350).

In apertura della Settimana europea delle vaccinazioni, la dichiarazione congiunta firmata da Commissione, Oms Europa e Unicef prova a riportare il tema dove conta: non nella “comunicazione”, ma nella leadership politica. Il messaggio è che la vaccinazione resta una delle infrastrutture di sicurezza sanitaria più efficaci mai costruite e che il rischio oggi non è “non avere i vaccini”, ma non usarli abbastanza.

Perché è importante

I dati usati come campanello d’allarme sono difficili da ignorare: nel 2024 la Regione europea dell'Oms ha registrato oltre 298.000 casi di pertosse (il valore più alto mai riportato) e 127.350 casi di morbillo, livello record da oltre 25 anni. Tradotto: quando le coperture scendono sotto le soglie di immunità di comunità, le malattie “ritornano” e la sanità pubblica paga due volte—prima con i ricoveri e poi con le campagne di recupero in emergenza.

Per l’Italia il punto è operativo, non ideologico: l’attenzione Ue/Oms/Unicef aumenta la pressione su recupero dei non vaccinati, rafforzamento della sorveglianza e contrasto alle sacche territoriali di bassa adesione. In particolare, morbillo e pertosse sono indicatori molto sensibili: se crescono, è un segnale precoce che la catena della prevenzione si sta allentando.

E adesso?

  • Servono misure operative concrete: verificare se l'appello si traduce in azioni tangibili come catch-up mirati, recall attivi, accesso facilitato e campagne data-driven su territori e fasce d'età specifiche;
  • Coordinamento e tempestività istituzionale: monitorare come ministero della Salute, Istituto superiore della sanità e sistemi regionali aggiornano le priorità nazionali, per evitare che la risposta arrivi solo a focolaio già avviato.

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