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25 mld e 15 GW in dieci anni con il T-MED rafforzano e proteggono le assicurazioni infrastrutturali ed energetiche nel Mediterraneo

Cos’è successo
La Commissione europea ha presentato la Trans-Mediterranean Renewable Energy and Clean Tech Cooperation (T-MED) nell'ambito del Patto per il Mediterraneo, con l'obiettivo di mobilitare fino a €25 miliardi di investimenti entro il 2035 attraverso €5 miliardi di garanzie EFSD+. L'iniziativa punta alla realizzazione di 15 GW di nuova capacità rinnovabile, alla creazione di oltre 100.000 posti di lavoro e allo sviluppo di una piattaforma industriale comune tra Europa e Mediterraneo meridionale. Il potenziale energetico della regione è stimato in 2.300 GW, oltre il doppio della capacità oggi installata nell'UE, con costi di produzione di solare ed eolico già inferiori del 30-40% rispetto a quelli europei.
Il programma si fonda su cinque pilastri (mobilizzazione degli investimenti, cooperazione regolatoria, sviluppo delle competenze, ammodernamento delle reti e cooperazione industriale clean tech) con l'obiettivo di rafforzare l'autonomia energetica europea riducendo la dipendenza dai combustibili fossili importati. Per il settore assicurativo, l'espansione di impianti, reti e filiere industriali crea nuove opportunità nelle coperture project finance, construction all-risk, political risk e credit insurance, mentre il sistema di garanzie pubbliche europee amplia il numero di investimenti potenzialmente assicurabili in mercati ad elevato rischio operativo.
Perché conta
L'iniziativa modifica strutturalmente il profilo di rischio della transizione energetica europea, creando nuove opportunità ma anche nuove concentrazioni di esposizione.
- 15 GW di nuova capacità rinnovabile e i €25 miliardi di investimenti alimenteranno per il prossimo decennio un mercato in forte crescita per assicurazioni infrastrutturali, engineering e credito;
- Il meccanismo di de-risking garantito dall'EFSD+ riduce il rischio per gli investitori privati e favorisce l'ingresso di capitali in progetti energetici e industriali che fino ad oggi risultavano difficilmente finanziabili;
- La crescente integrazione energetica euro-mediterranea trasferisce parte del rischio dai prezzi delle commodity alla resilienza delle reti elettriche, delle interconnessioni e delle supply chain transfrontaliere.
Adesso
- La chiusura delle Call for Private Investors il 15 giugno 2026 e delle Call for Project Promoters il 15 agosto 2026 rappresenterà il primo test concreto della capacità del programma di attrarre investimenti.
- Il primo incontro della T-MED Investment Platform, previsto per ottobre 2026, definirà la pipeline dei progetti prioritari e il ruolo delle istituzioni finanziarie europee nello sviluppo del corridoio energetico mediterraneo;
- Per investitori e assicuratori diventerà sempre più necessario integrare nei modelli di rischio le variabili geopolitiche della regione, considerando business interruption, rischio politico e accumulo di esposizioni sulle future infrastrutture energetiche interconnesse.
Fonte
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_1301